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A cura del Dott. Elia Pizzolli.

Il cantante è un musicista, è un artista, ma è anche un atleta.

La tecnica vocale è l’utilizzo sinergico e finissimo di molte parti del corpo per produrre una voce bella e prestante.

 

 

La similitudine viene spontanea col ballerino o con l’atleta sportivo, i quali svolgono di routine visite mediche per verificare la salute fisica perché ne va della loro arte/atletica.

Nel canto questa comunione tra corpo e voce, tra suono e fisico, tra scienza e arte e tra foniatria e didattica non è ancora completamente avvenuta come in altre discipline.

Il team dello sportivo infatti è formato da allenatore, fisiatra e fisioterapista come minimo, e ognuno lavora nel rispetto delle altre figure con l’obiettivo comune della resa sportiva dell’atleta. Anche se frequenta scuole di musica insieme ad altri musicisti, il cantante si differenza da essi perché utilizza il proprio corpo come strumento, deve avere quindi molta più disciplina e autoconsapevolezza rispetto a un musicista.

Si differenzia anche dai ballerini o dagli sportivi perché non compie azioni muscolari così intense e vistose, infatti si può anche cantare completamente fermi, però in realtà l’utilizzo muscolare c’è, c’è lo sforzo muscolare e quant’altro.

Non a caso nel canto si usa riscaldare la voce prima della performance, ma si riscaldano i muscoli, non la voce in sé per sé. Quindi il cantante deve avere una forte consapevolezza di sé, del proprio corpo, della sua gestione e utilizzo, e riconoscere sintomi e avvisaglie precoci di affaticamenti e patologie. Ma necessita anche in quanto atleta di allenamento muscolare, di mantenimento della tonicità muscolare, cioè tutto il substrato fisico necessario a produrre bene in modo allenato e senza sforzo la voce cantata.

In poche parole, il cantante ha bisogno della conoscenza teorica del proprio corpo per conoscerlo e gestirlo meglio e della conoscenza pratica di come usarlo, di come allenarlo, di come gestirlo in fisiologia. Tutto questo nella didattica odierna non viene contemplato. Può entrare in gioco il logopedista, che come una specie di fisioterapista ‘vocale’ può colmare questo vuoto culturale e pratico legato alla corporeità vocale.

Il cantante ha bisogno di salute fisica generale, di energia, perché il canto è un’azione che attiva molti muscoli. Ha bisogno di una tecnica vocale solida che permetta di conoscere molto bene il proprio organo vocale sapendo come ottenere determinati risultati, avendo registrato in memoria sensazioni interne, cinestetiche, propriocettive che sa ritrovare e sfruttare per ottenere col proprio organo il miglior risultato col minimo sforzo muscolare e la minima usura corporea. Ma ha anche bisogno di un substrato vocale tonico, resistente alla fatica, allenato, come ogni altro atleta, e ha bisogno di conoscere sia teoricamente, sia in modo pratico il proprio corpo, non solo la propria voce o il proprio suono.

Quindi il logopedista è sia allenatore muscolare, sia conoscitore teorico della voce, sia in grado di farla percepire nel corpo proprio perché lavora sui muscoli, e i muscoli si sentono, si percepiscono e danno alla voce quella dimensione fisica necessaria a gestirla meglio, a riconoscerla dentro di sé, a sapere dove ‘andarla’ a trovare dentro di sé e a dove sentirle.

Non c’è più un vuoto tra la pancia che espira e il naso che vibra, ma si sente una pienezza, si sentono dei muscoli che si muovono, si sente il proprio corpo che produce un qualcosa che quando esce dalle labbra è voce.

Tutto questo è sinonimo di allenamento muscolare, conoscenza propriocettiva, e consapevolezza. Queste cose rendono la voce corporea, la fanno sentire viva, legata alle nostre posture, al nostro atteggiamento, a noi stessi, sia fisicamente sia emotivamente. E la cosa importante è proprio sentirla legata a se stessi la voce, sentirla dentro di sé, parte del proprio corpo e prodotta da esso, e risuonante in esso. È sentendo la voce nel corpo, o il corpo che produce la voce che si comprende che la voce siamo noi, è come muovere un braccio, è un gesto, un insieme di gesti e movimenti, se li faccio male, mi sforzo, la voce sparisce perché i muscoli sono lesi.

Nessuno si produrrebbe volontariamente uno strappo muscolare al braccio, perché il braccio lo senti, lo vedi, lo controlli motoriamente e visivamente. La voce no, la senti solo dal suono. Ma imparare a sentire la voce nel proprio corpo è il modo migliore per "vederla" e di conseguenza rispettarla come per le braccia o le gambe e allo stesso tempo imparare a "usarla" con consapevolezza.

La parola chiave è sempre "consapevolezza", e il logopedista nel suo essere tecnico fisico della voce è il professionista giusto per far trovare la propria voce dentro di sé, proprio fisicamente parlando.

 

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