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Gli articoli degli Associati di Servizi in Zona - CUI Ragazzi del Sole

Scandicci 6/4/2020

Mentre scrivo siamo ancora in piena emergenza, tutti chiusi in casa ad aspettare che il contagio non sia più una minaccia.

Mi chiedo cosa ci lascerà questa esperienza e come saremo dopo.

Mi chiedo se la paura, i sacrifici, l’incertezza del domani ha modificato il nostro modo di pensare.

Me lo chiedo specialmente come genitore di un figlio disabile. La speranza è che quando torneremo alla normalità, e so che ce la faremo, sia rimasto in ognuno di noi un briciolo di solidarietà e di amore in più.

Quella solidarietà che associazioni come la nostra tentano di veicolare ogni giorno attraverso la condivisione dei problemi delle persone disabili.

Proprio in questi giorni in cui siamo costretti a stare isolati ci accorgiamo di quanto sia importante la vicinanza e l’aiuto degli altri. Abbiamo scoperto quanto è prezioso il lavoro del personale sanitario e ci siamo emozionati nel vedere tanta solidarietà nei confronti di chi è più debole ed in difficoltà.

Se questi esempi ci rimarranno nel cuore e sapremo rinnovare questi sentimenti il futuro sarà sicuramente meno nero ed anche questo dramma avrà avuto un senso.

Tra le varie testimonianza di questi giorni difficili riporto il racconto di una mamma alle prese con il figlio autistico che mi ha colpito molto: è una piccola storia ma credo rappresenti bene il momento che stiamo vivendo.

“Oggi Roberto non ne poteva più, aveva bisogno di camminare... In città improponibile, lui non manterrebbe distanza di sicurezza. Muniti di autocertificazione, copia invalidità, accompagnamento, dichiarazione del medico curante, siamo saliti in macchina. Ore 16 a 20 km da Firenze, Monte Senario, 800 mt altitudine, giù erano 15°, su 5°, vento gelido.

Nessuno... solo una Panda parcheggiata, ho pensato fosse dei frati. Roby ha fatto il suo solito lungo giro. Solitamente qui c'è un'invasione di persone, tutto l'anno salgono a sentire messa, a passeggiare nei sentieri, d'estate almeno 10° in meno rispetto alla città. Stavamo andando via, quando dal sentiero in fondo ho visto due persone risalire. Una signora, bella, distinta, portava piano piano sotto braccio un ragazzo, che camminava piegato con difficoltà. Intanto Roby è risalito in macchina e loro sono arrivati vicino alla Panda.

A quel punto ho visto che era una anziana signora ed ha fatto salire anche lei il ragazzo in macchina con molta difficoltà. Ci siamo salutate con la mano.... da lontano, erano almeno 5 m, le macchine erano di fronte. La signora allora mi ha chiesto l'età di Roby... 14 ho risposto e come fa adesso, chi lo tiene?

Ho risposto, io, è tutto chiuso. La signora mi ha raccontato che il figlio ha 36 anni, lei 75, che il centro diurno ha chiuso per il coronavirus e la badante non va più perché ha paura dei contagi.

Lei vedova, senza altri parenti. Mi dice che non sapeva come andare a fare la spesa per non lasciare il figlio solo, poi ha trovato un commerciante che porta tutto a domicilio anche le medicine.

Mi ha fatto tenerezza.... tristezza anche! Mi ha chiesto ma come fa? Quanta energia ha il suo ragazzo, è alto ma si vede che è piccolo, bello mi ha detto! L'ho visto saltare lungo tutto il sentiero, lo sentivo ridere da lontano, ha aggiunto.

Ci siamo salutate e Lei mi ha augurato buona fortuna! Avrei voluto rispondere come faccio? Faccio come lei.... con la forza dell'amore”. mamma Anna

 

Articolo di Marco Pelagatti - Associazione Cui Ragazzi del Sole

 

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