Stampa
0
0
0
s2smodern
powered by social2s

Le interviste di Servizi in Zona a Educativa di Strada Coop21- Area F.na Sud-Est

 

educatori di strada

 

L’ Educativa di Strada è un servizio così detto a “bassa soglia”, ci rivolgiamo a gruppi spontanei di adolescenti e giovani nei luoghi di aggregazione naturale (piazze, giardini, circoli etc…) e con loro realizziamo attività indirizzate a costruire una relazione significativa tra i componenti del gruppo e noi educatori basata sull’ascolto, anche attraverso l’organizzazione di iniziative finalizzate a far emergere idee, bisogni, risorse che consentano di rafforzare fattori protettivi e ridurre quelli di rischio.

Lavoriamo in rete con i soggetti del territorio impegnati in attività a carattere sociale ed educativo e promuoviamo più in generale l’empowerment della comunità locale.

Tutto questo prima che l’emergenza nazionale legata alla diffusione del Coronavirus generasse uno scenario sociale inedito e imprevisto.

Come avete spiegato questa situazione e come hanno risposto i vostri ragazzi all’emergenza Covid?

Fin dal primo istante dell’emergenza sanitaria ci siamo fatti promotori della campagna #iorestoacasa  #adunclickdidistanza lanciando questi hashtag sui social.

Volevamo far capire l’importanza di questo gesto, avendo ben presente che l’adolescente è in quella fascia di età più restia ad adeguarsi alle regole di salute pubblica, affamati come sono di socialità e libertà.

Allora in questa situazione in cui tutti siamo costretti a stare lontani gli uni dagli altri almeno fisicamente, abbiamo ritenuto fondamentale dare l’opportunità di costruire nuovi spazi (virtuali) di incontro, per scambiarsi parole di amicizia, conforto, continuare a stare insieme e sentirsi meno lontani.

Come avete modificato il vostro servizio in questo momento?

Con l’emergenza del Covid ci siamo subito domandati come fare per continuare a restare in contatto con le compagnie che normalmente noi Educatori di strada incontriamo nelle piazze, nei giardini, nei circoli e in tutti i luoghi di ritrovo dei Comuni in cui lavoriamo.

Abbiamo immaginato l’Educativa di strada online come un insieme di strumenti per riallacciare i rapporti in questo periodo di isolamento forzato.

Da anni noi Educatori di strada abbiamo aperto canali sui social e abbiamo sfruttato la tecnologia sia per pubblicizzare le nostre attività, sia per aumentare le chance di contatto con i gruppi di adolescenti.

Questa volta è diverso, in questa situazione in cui siamo tutti costretti a stare lontani gli uni dagli altri, almeno fisicamente, abbiamo cercato di ricreare una comunità vitule spostandoci sui canali social Per questo è partita la campagna #adunclickdidistanza #iorestoacasa

Che servizi garantite e cosa fate di nuovo?

Abbiamo potenziato gli abituali canali social (Facebook, Instagram, whatapp) lanciando l’hashtag #adunclickdidistanza e attivato degli spazi su Discord, un’applicazione VoIP progettata per le comunità di videogiocatori e molto utilizzata dai ragazzi e dalle ragazze.

L’obiettivo è quello di aprire spazi virtuali in cui poter parlare, condividere racconti, sensazioni e pensieri sia sul presente e, soprattutto, progettare il futuro.

Abbiamo organizzato un calendario fatto di giochi di gruppo online, corsi di fotografia, di sport (in collaborazione con una palestra popolare fiorentina) o semplici appuntamenti telefonici perché parte del nostro lavoro consiste proprio nell’accogliere e ascoltare, nel far sentire la nostra presenza.

Abbiamo anche organizzato un contest di video musicali realizzati dai ragazzi tra le mura domestiche e ispirati alla situazione che stanno vivendo, per partecipare basta pubblicarli sul proprio profilo Insatagram con l’hashtag #uscirerestandoincasachiantivaldarnovaldisieve

Quali sono state le vostre paure emerse? 

Siamo consapevoli che stiamo operando in un contesto di grande fragilità, ricco di insidie e potenziali minacce. Cresce la diffidenza, le relazioni sociali si indeboliscono e si vede nell’altro un potenziale “contaminatore”.

Non si sa dove porterà questa situazione ma è certo che non ci lasceremo fermare dalla paura.

Perché la creatività educativa è anche questo: costruire e custodire relazioni tramite la rete, trasformare l’emergenza in opportunità, diventare contaminatori di buone prassi e di spunti educativi.

Cosa sperate per il futuro?

Per il futuro confidiamo che il senso di incertezza, precarietà e labilità umana vissuto in conseguenza a questa emergenza sanitaria spinga tutte le persone a vivere in modo più responsabile e rispettoso e a sfruttare il proprio tempo in modo consapevole.

Ci auguriamo che l’esperienza di isolamento forzato che richiede un notevole sforzo individuale per affrontare e superare lo stato di emergenza sanitaria mondiale permetta il passaggio dall’individualismo imperante a un’ottica allargata comunitaria di benessere collettivo.