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Corto Piaggese

Un muro che racconta una storia, un racconto di racconti.

La dura è vita.

 

corto piaggese La dura è vita

Il murale si apre con una figura respingente, un vecchio cannone, solo apparentemente minaccioso, perché si tratta di un’arma arrugginita incapace di esplodere altro se non un fascio tiglioso di rami secchi. Un’immagine che evoca l’impressione che il quartiere comunica di sé verso l’esterno. Quando ci si avvicina per la prima volta a Le Piagge si viene accolti in modo guardingo, quasi sospettoso, e si rimane per un po’ sulla soglia, a guardarsi in cagnesco, ad annusarsi a vicenda. La dura è vita. D’altronde, la vita con le sue ruvidità, segna le persone, indurisce i lineamenti, scava fibre resistenti. Ma basta avere la pazienza di guardare un attimo più in profondità, per far emergere una ricchezza inattesa, sotto alla patina più superficiale. Capovolgere il proprio punto di vista, permette di apprezzare quella scorza coriacea, come la prova sostanziale della presenza di un giacimento di vitalità e di umanità preziose.

Guardare più in profondità

Corto piaggese guardare più in profondità

Il quartiere è un contenitore di vitalità, di fermento. Energia da maneggiare con cura, perché esplosiva. Una risorsa che canalizzata nel modo giusto non può che essere innovativa ed efficace. Attraversare le sue cime tempestose richiede coraggio, abnegazione, una buona scorta di ossigeno. Perché si può essere costretti a procedere a testa bassa, trattenendo il fiato, scandagliare il fondale, in apnea, gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Qui si cresce. Per forza.

corto piaggese qui si cresce per forza

Le esperienze forti fanno crescere. Cambiare pelle. Una crisalide può diventare farfalla. Lasciando alle proprie spalle un bozzolo, una valigia svuotata. Testimonianza del viaggio, memoria del luogo da cui si proviene, approdati qui da ogni angolo del mondo. Oppure promessa di cambiamento, di un altro futuro, pronti a salpare per altri lidi. Il tessuto connettivo, che lega insieme le diverse scene, è costituito da rami nodosi che segnano una continuità di esperienze. Sono rami secchi, che ci tengono ancorati al nostro passato, e che possono tramutarsi in catene che appesantiscono il cammino. Sono rami che affondano nel terreno come radici, e che possono condurre nuova linfa, veicolare energie positive, capaci di alimentare nuove possibilità. È attraverso questi rami che si propagano le energie potenziali, scintille che illuminano luci e colori, che irrorano atomi, dai quali scaturiscono nuove occasioni, dai quali decollano nuove forme di vita, che fanno da contrappunto, componendo uno spartito impazzito, la colonna sonora che accompagna la propria storia.

E ora qualcosa di completamente diverso

corto piaggese e ora qualcosa di completamente diverso

E’ la metamorfosi, la sola possibilità. Una legge dell’universo che muove la natura fin all’inizio del tempo. Tutto scorre. E puntualmente l’evoluzione si compie. Girini diventano rane. Anfibi capaci di respirare indifferentemente nelle diverse condizioni ambientali. Capaci di spiccare un salto che oltrepassa gli ostacoli. Capaci qualche volta, nei racconti migliori, di trasformarsi perfino in un principe.

La fine del mondo a colori

corto piaggese la fine del mondo a colori

Tutto è possibile. Una curva cieca può celare un paesaggio incantevole, una distesa di colori, anche laggiù alla fine del mondo, proprio dove non te l’aspettavi.

 

...C’è un tassello mancante all’interno del puzzle, una casella contrassegnata da un asterisco e lasciata provocatoriamente vuota. Alla stregua di una pietra di inciampo, essa costituisce un invito per l’osservatore a farsi spettatore attivo, ricercando sui muri de Le Piagge il pezzo finale del mosaico. Condizione necessaria per godere a pieno dell’opera è addentrarsi nelle strade del quartiere, per apprezzarne la pluralità e la complessità. Se avrà la cura di cercare, l’osservatore si troverà dinanzi ad un simbolo che evoca il tema del radicamento. Un’ancora costituisce, per l’equipaggio di un’imbarcazione, un particolare tipo di radici: non confinate in un terreno esclusivo, bensì mobili e trasferibili. Una tipologia di radice che ben si adatta a rappresentare la forma di radicamento degli abitanti de le “navi” de Le Piagge: persone che da ogni porto di mare approdano in questo quartiere, dove hanno occasione di crescere, sperimentando la sua ricchezza e la sua vivacità umana. Persone che spesso finiscono, poi, col salpare verso altri lidi, ma che porteranno con sé, come un’ancora, una testimonianza significativa di quello che è stato e continuerà ad essere, anche a distanza di tempo, il proprio senso di appartenenza alla storia comune di questo angolo di mondo.

 

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